Certificazione obbligatoria

La realtà del condominio, in questi ultimi anni, si è profondamente modificata. Nuove leggi, di matrice europea o frutto del maturarsi della coscienza civica degli italiani, hanno introdotto nuove regole e nuovi obblighi, in particolare per la sicurezza.

Gli “enti notificati”, che inizialmente erano preposti unicamente alla certificazione degli impianti di ascensore (in sostituzione delle ASL), oggi sono stati destinati anche alla certificazione degli impianti elettrici.

In questi anni è stato reintrodotto il CPI (Certificato di Prevenzione Incendi) soppiantando definitivamente il NOP (nulla osta provvisorio) ed è stato previsto l’obbligo della “certificazione energetica degli edifici” .

Si tratta di certificazioni obbligatorie che prevedono pesantissime sanzioni per gli amministratori inadempienti e che danno il senso del nuovo orientamento “certificativo” del legislatore, in ambito condominiale.

Gli stessi amministratori, a loro volta, sono stati oggetto di interesse “certificativo” e, in aggiunta alla regolamentazione, volontaristica, della professione sancita dallo statuto delle maggiori organizzazioni di categoria (fra cui senza ombra di dubbio quella di UNAI è la più pregnante e qualificante, prova del fatto che fu la prima ad essere inserita in elenco nel registro tenuto dal ministero della giustizia, ai sensi del Dlgs. 206/07).

Ciò che prima era una esclusività di UNAI oggi è obbligo per tutti quanti vogliono fare l’amministratore di condominio. La legge n. 220/2012 ha sancito come requisito basilare, per esercitare la professione, l’obbligo di:

  • Frequenza di un Corso di Formazione per amministratori di condominio;
  • Formazione continua.

UNAI è stata la PRIMA ASSOCIAZIONE di amministratori di condominio, in Italia, a prevedere questi obblighi, in particolare:

    • Formazione specifica d’ingresso, con la previsione, statutaria a partire dal 1975, dell’obbligo di superamento di un esame di ammissione, a seguito di frequenza di un Corso Specialistico di formazione, per potersi iscrivere all’UNAI (in alternativa al certificato di iscrizione in albi o collegi professionali, previsto dallo Statuto del 1968);
    • Formazione continua, in itinere, a partire dal 1989, con l’adozione del protocollo Erasmus, per il rilascio dei crediti formativi (cfu), con obbligo di acquisirne almeno 20 annui, pari a 20 ore di formazione (quando oggi il DM 140/14 ne prevede solo 15 !!!).

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Rosario Calabrese
Presidente, UNAI

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